mercoledì 22 ottobre 2008

Il mutuo a tasso variabile: conviene o no?

L'altra volta abbiamo intrapreso il discorso relativo ai mutui, con tutta una serie di premesse, quali le spese fisse prima ancora di cominciare a restituire il prestito, quanto siamo propensi all'acquisto o a una vita in affitto e così via.

Oggi vediamo il mutuo a tasso variabile.

Prodotto ormai famosissimo, vista l'impennata avutasi negli ultimi due anni, il mutuo a tasso variabile non ha una rata fissa, ma segue le oscillazioni dell'Euribor.

Ovviamente non è possibile sapere, su un mutuo di trent'anni, quanto saranno ampie le oscillazioni dell'Euribor, tuttavia una norma piuttosto affidabile vuole che il mutuo a tasso variabile sia un prodotto appetibile quando col tasso fisso non riusciamo a spuntare un interesse globale del 5% circa.

Perchè tante famiglie che hanno stipulato un mutuo a tasso variabile non più di tre anni fa oggi si trovano in grosse difficoltà con le rate?

Se andiamo a vedere il tasso “Euribor 1 mese” dell'ottobre 2005, verificheremo che si attestava sul 2,15% circa.

A questo indice aggiungiamo lo spread calcolato dalla banca, ammettiamo anche un buon 2%, a ottobre 2005 chi stipulava un mutuo a tasso variabile partiva con un interesse del 4,15%.

Dove siamo arrivati dopo tre anni?

Ad oggi, l'Euribor 1 mese è al 5%. Cioè più del doppio di tre anni fa, posto che lo spread sia rimasto il 2%.
Quindi l'aumento è stato notevole.
Però, il mutuo a tasso variabile va analizzato nel lungo periodo.

Qual era, prendiamo ad esempio, l'Irs a 20 anni nell'ottobre del 2005?
Il 3,90%.
A questo aggiungiamo lo spread, ammettiamo sempre un 2%, una rata di un mutuo a tasso fisso, ad ottobre 2005 aveva un interesse del 5,90%.

Ora, fino a quando ci sarebbe convenuto?

Diciamo che fino ad aprile 2007 il nostro mutuo a tasso variabile era ancora più conveniente di quello a tasso fisso.
Da maggio 2007 in poi siamo sopra.
Quindi per diciotto mesi ci è convenuto, e per altri diciotto no.

Il problema è che il mutuo a tasso variabile va preso per quello che è, ovvero come un qualcosa che cambia.
Non si può contrarre un mutuo di questo tipo se la rata di partenza è già il massimo che posso pagare.

La prossima volta vedremo i singoli prodotti che diversificano le possibilità per il mutuo a tasso variabile.

Beniamino Stovini

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