L'altra volta abbiamo intrapreso il discorso relativo ai mutui, con tutta una serie di premesse, quali le spese fisse prima ancora di cominciare a restituire il prestito, quanto siamo propensi all'acquisto o a una vita in affitto e così via.
Oggi vediamo il mutuo a tasso variabile.
Prodotto ormai famosissimo, vista l'impennata avutasi negli ultimi due anni, il mutuo a tasso variabile non ha una rata fissa, ma segue le oscillazioni dell'Euribor.
Ovviamente non è possibile sapere, su un mutuo di trent'anni, quanto saranno ampie le oscillazioni dell'Euribor, tuttavia una norma piuttosto affidabile vuole che il mutuo a tasso variabile sia un prodotto appetibile quando col tasso fisso non riusciamo a spuntare un interesse globale del 5% circa.
Perchè tante famiglie che hanno stipulato un mutuo a tasso variabile non più di tre anni fa oggi si trovano in grosse difficoltà con le rate?
Se andiamo a vedere il tasso “Euribor 1 mese” dell'ottobre 2005, verificheremo che si attestava sul 2,15% circa.
Dove siamo arrivati dopo tre anni?
Quindi l'aumento è stato notevole.
Ora, fino a quando ci sarebbe convenuto?
Il problema è che il mutuo a tasso variabile va preso per quello che è, ovvero come un qualcosa che cambia.
La prossima volta vedremo i singoli prodotti che diversificano le possibilità per il mutuo a tasso variabile.
Beniamino Stovini












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