mercoledì 10 dicembre 2008

Prestiti: le segnalazioni in crif

A qualcuno è mai capitato di fare richiesta di un prestito personale, o comunque di un finanziamento in genere, e vedersi la richiesta respinta?

A molti.

Una motivazione addotta, talvolta, è quella che il richiedente ha già in corso dei prestiti o domande di prestito.
A questa risposta capita che il richiedente cada dalle nuvole.

Cos'è la CRIF?

Una banca dati dove vengono censite, previa autorizzazione al trattamento dei dati, tutte le richieste o rapporti di credito contratti dai singoli individui.

Non si tratta solamente di un “libro nero”, visto che comunque vengono registrati tutti i finanziamenti, a prescindere dall'esito.

L'esistenza del CRIF, o di altre banche dati, si spiega con la necessità da parte degli istituti di credito di consultare lo storico di un cliente che fa una richiesta di finanziamento.

Ha già ottenuto prestiti in passato?

E attualmente?

E come paga?

Ovviamente ci sono dei termini per le registrazioni, che avevamo già accennato, ma ricordiamo:
- rapporti di credito svoltisi positivamente: dati conservati per 36 mesi;
- ritardi di una o due rate: dati conservati per 12 mesi dalla regolarizzazione;
- ritardi di più di due rate: 24 mesi dalla regolarizzazione;
- ritardi non sanati: in linea di massima 36 mesi dalla scadenza del contratto;
- richieste di finanziamento: 6 mesi, ove previsto, oppure 1 mese in caso di rifiuto o rinuncia della richiesta.

Torniamo all'inizio: perchè a volte il richiedente che si vede respinta una domanda di prestito, con motivazione “ci sono altre richieste o finanziamenti in corso”, cade dalle nuvole?

Perchè se ci capita di navigare su internet dobbiamo fare attenzione.

Infatti, se avessimo intenzione di farci fare un preventivo, ad esempio, per un prestito online o anche un mutuo online, nel momento in cui inseriamo i nostri dati, quella è una richiesta di finanziamento.

Pertanto rimarremo segnalati in banca dati per 30 giorni.

Qualcuno potrebbe dire: “ma se devo contrarre un prestito, dovrò pur farmi un 'idea su quale sia il più conveniente!”

Purtroppo, per quanto riguarda finanziamenti, prestiti personali e quant'altro, questo ragionamento non si può fare, a meno che non ci facciamo rilasciare, dagli istituti a cui ci siamo rivolti, le cosiddette liberatorie, ovvero un documento che attesti l'assenza di alcun rapporto di credito con l'istituto stesso.
Cosa che peraltro non garantisce comunque il buon esito della richiesta vera e propria.

Beniamino Stovini

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