martedì 30 settembre 2008

La cessione del quinto dello stipendio: come si fa?

Oggi ci occupiamo della tipologia di finanziamento probabilmente più in voga al momento, la cessione del quinto dello stipendio.

L'altra volta parlavamo di cattivi pagatori, protesti, quindi dell'impossibilità di accedere a un normale prestito personale poiché non diamo garanzie sufficienti.

La cessione del quinto è la soluzione a questi inconvenienti. Infatti basta semplicemente essere titolari di una busta paga o di una pensione.

Si chiama prestito garantito, perchè il rischio di insolvenza è veramente ridotto al lumicino.

Supponiamo di rivolgerci a una finanziaria per ottenere un prestito, però abbiamo avuto precedenti ritardi nei pagamenti, oppure abbiamo già in corso un altro finanziamento, ad esempio il mutuo.
Con uno stipendio normale (mille euro), non ci darebbero niente.

Bene, la cessione del quinto ci verrà comunque concessa.
Perchè?

Si tratta di un finanziamento che restituiamo mediante trattenuta sulla busta paga, con una rata che non può superare appunto un quinto del nostro stipendio, al netto di tutte le altre possibili voci (assegni familiari, straordinari, ecc).
Quindi se lo stipendio netto è 1000 euro, il quinto sarà 200 euro. E sarà il nostro datore di lavoro a restituirlo, trattenendoci la somma dalla paga mensile.

Peraltro, per questo finanziamento sono obbligatorie per legge due coperture assicurative, cosiddette rischio morte e rischio impiego, cosicchè nelle peggiori delle ipotesi, perdere il lavoro o addirittura la vita, comunque la banca o la finanziaria non rischia di perderci i soldi.

Inoltre, se dovessero esserci casi di insolvenza e le coperture assicurative risultassero insufficienti, la finanziaria ha il diritto di rivalersi sul nostro TFR accantonato.

Ecco perchè si chiama prestito garantito.

Quali i vantaggi?
La facilità nell'ottenere comunque una buona cifra, con acconti erogati in tempi rapidi, anche meno di 48 ore.
Non dover dare spiegazioni sul perchè stiamo chiedendo un finanziamento.
Il fatto che non è mai necessario un garante.
La possibilità oltretutto di poter rinnovare la cessione del quinto, qualora ne avessimo già fatto ricorso.

Quali gli svantaggi?
Forse di natura “sociologica”.
La possibilità di ottenere un prestito facilmente, anche se protestati e così via, ci porta spesso a non valutare bene le proposte.
Nel meccanismo di calcolo della cessione del quinto, è l'agente che decide quanto vuole guadagnarci da ogni singola pratica.
Dalla nostra pratica.

Attenzione, è importante.
Perchè, è ovvio, tutto ciò che si mette in tasca l'agente son soldi in meno in tasca nostra. L'importante è essere attenti, non firmare nulla se non abbiamo le idee chiare su quanto restituiremo in relazione a quanto ci stanno dando, e, possibilmente, non accettare nulla senza aver visitato almeno due posti diversi (o senza aver fatto due preventivi online diversi).

Ciò che abbassa i prezzi è la concorrenza, e se ci dimostriamo clienti “facili” sarà tutto a discapito nostro.

Beniamino Stovini


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giovedì 25 settembre 2008

Responsabilità civile e RC auto: principi fondamentali

Torniamo ad occuparci di responsabilità civile, in particolar modo vediamo il settore più diffuso, quello dell'auto, con tutti i cosiddetti rischi diversi ad essa collegati.

Chiunque possiede un mezzo di trasporto a motore stipula, o almeno così dovrebbe essere, un'assicurazione.

Le motivazioni le abbiamo viste nell’articolo precedente su assicurazione e responsabilità civile, ovvero perché ci occorre una tutela nel caso procuriamo, o subiamo involontariamente, un danno.

L'assicurazione auto prevede sempre la responsabilità civile.
Nelle condizioni di polizza, che peraltro non legge mai nessuno, troviamo tutti i termini del contratto che le parti si impegnano a rispettare.

Il premio che viene corrisposto all'agenzia assicurativa dipende da una serie di parametri, tra cui la potenza del veicolo (più è potente, più pago), la regione di appartenenza (una RC auto costa più a Napoli che a Cagliari, perché a Napoli il rischio incidente è maggiore), l'età del contraente (assicurare un 18enne è considerato più rischioso che assicurare un 3oenne), la classe di merito, e così via.

Altri aspetti, da non sottovalutare assolutamente, sono la rinuncia alla rivalsa e i massimali per sinistro.

Cosa vuol dire rinuncia alla rivalsa?

Significa che la nostra compagnia di assicurazioni rinuncia a rivalersi su noi per le somme pagate al terzo danneggiato in seguito a un sinistro che ci vede in torto, anche in caso di circostanze che potrebbero consentirle di farlo (ad esempio: sinistro commesso in stato di ebbrezza).
È un'opzione che costa veramente pochi euro, e conviene sempre averla nella nostra polizza.

Cosa vuol dire invece massimale per sinistro?

Il massimale è il valore massimo di copertura da parte dell'assicurazione, ossia è la cifra che la compagnia garantisce di pagare in caso di sinistro stradale.
Oltre tale cifra, infatti, le spese da sostenere sono tutte a carico dell'assicurato.
I minimi di legge si attestano sui 774.685,35 euro, il miliardo e mezzo di vecchie lire.

Ora, è evidente che avere massimali alti ci garantisce maggiormente in caso di disgrazia.
Peraltro l'aumento da una soglia alla successiva non comporta aumenti di premio insostenibili, quindi il consiglio, anche qui, è: meglio spendere qualche euro in più prima subito che eventualmente rimetterci mille volte tanto in seguito.

Tocchiamo il punto fondamentale per l'assicurazione auto: la classe di merito.

Il sistema più frequente per i contratti di assicurazione è quello del bonus/malus.
Cioè io contraente stipulo un contratto per la prima volta, e mi viene assegnata la 14^ classe di merito.
Se dopo un anno non ho sinistri per mia colpa (detti passivi), salirò in 13^ classe, e così via.
Se invece procuro un sinistro, retrocedo di due classi.

Quindi è evidente che una classe di merito bassa determina un costante diminuire dell'importo dell'assicurazione. La “fedina penale” di ogni assicurato è presente nel cosiddetto attestato di rischio, che riporta la storia dei nostri ultimi 5 anni di assicurazione.
Nell'attestato di rischio è anche indicata la nostra classe di merito, detta C.U. (classe universale).

Perché classe universale?
Perché ogni compagnia di assicurazioni opera come ritiene più opportuno, e può accadere che per accaparrarsi un nuovo cliente offra una classe di merito più bassa di quella universale.
Quindi, attenzione: se per la nostra compagnia siamo, ad esempio, in 4^ classe, potrebbe, e sottolineo potrebbe, non essere così per la C.U.
Infatti, qualora trasferiamo l'assicurazione a un'altra compagnia, fa fede sempre e solo la C.U.

Un'innovazione recente allo storico meccanismo dell'assicurazione bonus/malus è dato dal decreto Bersani, argomento che affronteremo la prossima volta.

Beniamino Stovini


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sabato 20 settembre 2008

Finanziamenti e prestiti: alcuni concetti di base

Oggi ci occupiamo di finanziamenti, prestiti e simili.

Parliamo dunque del tema che probabilmente interessa più di tutti, per una serie di motivi non necessariamente positivi (soprattutto per il consumatore).

Il periodo è piuttosto grigio, la gente ha pochi soldi in tasca e oramai, per praticamente qualsiasi acquisto, si deve ricorrere appunto ad un prestito. Tra poco occorrerà anche per il pieno alla macchina, ma questo è un altro discorso.

Inutile dire che istituti di credito e finanziarie varie tastano il polso della situazione meglio di chiunque altro, e infatti si assiste a un bombardamento mediatico non indifferente.
Gli istituti sanno perfettamente che le difficoltà degli italiani attualmente sono numerose, ma, per il consumatore, incappare in un rifiuto della richiesta di prestito è frequente.

Perché?

In linea di principio io banca ti presto una certa somma di denaro che tu mi renderai con gli interessi, perché io sto rischiando nel prestarti soldi miei, e perché devo anche (e soprattutto) vivere (e bene).
A condizione però che tu mi dimostri che hai un reddito tale da poter onorare il tuo debito, e che tu non sia un cattivo pagatore.

Ecco, quante pubblicità avete visto con la scritta: “finanziamenti anche se protestati”, o cose simili?
In realtà non è così semplice.

Ora, quando un privato ha difficoltà a restituire il prestito erogatogli e accumula ritardi, succede che il suo nominativo viene inserito in un apposito elenco, cosiddetto “cattivi pagatori”.

Ogni volta che viene richiesto un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta la Centrale Rischi (la più consultata è la Crif di Bologna). Se dovesse risultare che, nei finanziamenti precedenti, vi sono stati dei ritardi nel pagamento (anche qualora essi risultino completamente saldati), sarà quasi impossibile, per il richiedente, veder esaudita la propria richiesta.
Queste Centrali Rischi conservano i dati anagrafici relativi a chiunque abbia avuto accesso ad un finanziamento, compresa la regolarità o meno nel pagamento.

Quando veniamo segnalati come cattivi pagatori, rimaniamo iscritti in questi registri… ma per quanto tempo?

Per poter vedere la propria “fedina penale” immacolata, occorre ovviamente estinguere il debito pregresso.
Ma questo non è sufficiente.

L'informazione sul ritardo nel pagamento viene cancellata decorsi i tempi fissati dalla legge, ovvero:
- dopo 1 anno dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo non supera le 2 rate (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi);
- dopo 2 anni dalla regolarizzazione del pagamento, se il ritardo supera le 2 rate o si è prolungato per più di 2 mesi (e posto che non si siano accumulati successivamente altri ritardi).

Questo significa che occorre diffidare di chi promette fantomatiche cancellazioni di segnalazioni, perché se la situazione non si è regolarizzata e non son decorsi i termini, NON si può cancellare la segnalazione.

E poi, un prestito a un segnalato si può comunque fare sotto altre forme, specie se si è dipendenti, e non è nulla di speciale.
Dunque non fatevi strozzare col pretesto che, essendo cattivi pagatori, si son dovuti fare “miracoli” per farvi ottenere dei soldi.

E, punto fondamentale, non apponete mai uno straccio di firma finché non avete sotto il naso non quanto vi viene dato, ma quanto dovrete restituire.
Non accettate al buio, solo perché apparentemente vi stanno dando dei soldi che vi servono, perché questi andranno rimborsati, e profumatamente anche (assicuratevi quindi che sia davvero un prestito conveniente, fosse anche un piccolo prestito).

Le volte prossime vedremo i diversi tipi di finanziamenti, quali i vantaggi e gli svantaggi di ognuno di essi.

Beniamino Stovini


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mercoledì 17 settembre 2008

Assicurazioni e responsabilità civile: gli elementi dell'assicurazione

Affrontare temi quali le assicurazioni richiede una certa prudenza, sia che se ne parli, sia che si debba aver a che fare col prodotto, nelle sue varie forme; cosa peraltro piuttosto frequente.

Questo è il primo punto fondamentale: non possiamo fare a meno di assicurarci.
Che sia l'auto, la casa, la persona o la professione, è necessario avere un'assicurazione che copra i rischi derivanti dall'utilizzo di un bene o dalle nostre azioni, dietro ovviamente il pagamento di una somma, detta “premio”.

L'assicurazione più diffusa è senza dubbio quella di responsabilità civile (detta r.c.), nelle sue più svariate forme (si pensi all'r.c. auto).

La funzione di questo contratto è quella di tutelare l'assicurato di quanto debba pagare a una terza persona a causa di un fatto dannoso di cui si è reso responsabile।

Quindi, accade che io tamponi un'auto, la mia compagnia di assicurazioni risarcisce la compagnia del danneggiato, che ha a sua volta liquidato il danno da me procurato.

Aspetto fondamentale è che il danno arrecato a terzi sia involontario.
Se invece vengono ravvisati gli estremi perché un certo danno sia stato procurato con dolo, il Codice Civile esclude qualsiasi obbligo di risarcimento per l'assicuratore.

Quando si verifica un danno alla nostra auto, di norma viene compilata una constatazione amichevole d'incidente (il cosidetto cid), poi andiamo all'agenzia assicurativa e presentiamo la documentazione attestante il nostro torto o la nostra ragione.

Ebbene, quante volte accade che ci si senta rispondere che non è possibile effettuare un risarcimento diretto all'assicurato, in questo caso noi stessi, se abbiamo ragione?
È mai capitato di sentirsi dire che bisogna delegare una carrozzeria all'incasso del risarcimento del danno, carrozzeria che poi rimette a posto la nostra auto?
Succede...

Tuttavia è opportuno sapere che in caso di diritto di risarcimento, se lo richiediamo, la compagnia assicurativa è obbligata a liquidarci direttamente, senza nessun intermediario. Ovviamente, dopo che il danno è stato quantificato da un esperto.

Parleremo ancora di responsabilità civile, visto che la materia è piuttosto vasta.

Beniamino Stovini


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