giovedì 30 ottobre 2008

Assicurazione auto - Le garanzie accessorie: infortunio del conducente

Abbiamo parlato delle garanzie accessorie (o garanzie auto rischi diversi) in merito all'r.c. auto, con particolare riferimento al furto e incendio.

Oggi vediamo la copertura relativa agli infortuni del conducente.

Trattasi di garanzia facoltativa ma che sarebbe buona norma richiedere sempre, visti anche i costi contenuti.
La polizza infortuni del conducente copre i danni fisici subiti dall'assicurato durante la conduzione di veicoli.
L'assicurazione è operante ovviamente solo quando il contraente si trova a bordo del mezzo.

Dato importante da sottolineare è che la garanzia è attiva anche se l'infortunio avviene a seguito di sinistro con colpa nostra, e non è obbligatoria la collisione con un altro veicolo, per cui siamo risarciti anche se andiamo a sbattere contro un albero.

Ovviamente anche in questo caso, le compagnie assicurative possono riportare delle eccezioni al risarcimento, che riguardano gli infortuni determinati da guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Le garanzie prestabili per questa polizza riguardano i casi di morte dell'assicurato, invalidità permanente, il rimborso delle spese mediche e la diaria da ricovero.

Generalmente per quanto riguarda i casi morte e invalidità permanente, i massimali garantiti oscillano tra i 50.000,00 e i 100.000,00 €.
Per le spese mediche le compagnie coprono cifre tra i 500,00 e i 1.500,00 €.
Per la diaria da ricovero la somma garantita è 50,00 €.
Per queste garanzie possono essere previste delle franchigie, solitamente nell'ordine del 3% dell'indennizzo.

Inoltre, contrariamente alla nuova normativa riguardante l'rc auto, per la polizza infortuni del conducente è obbligatorio comunicare, qualora lo volessimo, disdetta scritta alla compagnia di assicurazioni entro 60 giorni dalla scadenza della polizza; diversamente ci verrà automaticamente rinnovata.

Per quanto riguarda le polizze infortuni pluriennali stipulate antecedentemente all'entrata in vigore del decreto Bersani, la scadenza originaria non è più vincolante, ma si ha facoltà di recedere anno per anno.

Per esempio, se ho contratto una polizza infortuni decennale il 28 ottobre 2004, quindi prima del 1 febbraio 2007, data di entrata in vigore del decreto Bersani, grazie alla nuova norma non son più vincolato obbligatoriamente fino alla scadenza indicata nella polizza, ovvero il 28 ottobre 2014, ma posso recedere annualmente, sempre con comunicazione scritta entro 60 giorni dalla scadenza annuale.

Beniamino Stovini


Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

mercoledì 22 ottobre 2008

Il mutuo a tasso variabile: conviene o no?

L'altra volta abbiamo intrapreso il discorso relativo ai mutui, con tutta una serie di premesse, quali le spese fisse prima ancora di cominciare a restituire il prestito, quanto siamo propensi all'acquisto o a una vita in affitto e così via.

Oggi vediamo il mutuo a tasso variabile.

Prodotto ormai famosissimo, vista l'impennata avutasi negli ultimi due anni, il mutuo a tasso variabile non ha una rata fissa, ma segue le oscillazioni dell'Euribor.

Ovviamente non è possibile sapere, su un mutuo di trent'anni, quanto saranno ampie le oscillazioni dell'Euribor, tuttavia una norma piuttosto affidabile vuole che il mutuo a tasso variabile sia un prodotto appetibile quando col tasso fisso non riusciamo a spuntare un interesse globale del 5% circa.

Perchè tante famiglie che hanno stipulato un mutuo a tasso variabile non più di tre anni fa oggi si trovano in grosse difficoltà con le rate?

Se andiamo a vedere il tasso “Euribor 1 mese” dell'ottobre 2005, verificheremo che si attestava sul 2,15% circa.

A questo indice aggiungiamo lo spread calcolato dalla banca, ammettiamo anche un buon 2%, a ottobre 2005 chi stipulava un mutuo a tasso variabile partiva con un interesse del 4,15%.

Dove siamo arrivati dopo tre anni?

Ad oggi, l'Euribor 1 mese è al 5%. Cioè più del doppio di tre anni fa, posto che lo spread sia rimasto il 2%.
Quindi l'aumento è stato notevole.
Però, il mutuo a tasso variabile va analizzato nel lungo periodo.

Qual era, prendiamo ad esempio, l'Irs a 20 anni nell'ottobre del 2005?
Il 3,90%.
A questo aggiungiamo lo spread, ammettiamo sempre un 2%, una rata di un mutuo a tasso fisso, ad ottobre 2005 aveva un interesse del 5,90%.

Ora, fino a quando ci sarebbe convenuto?

Diciamo che fino ad aprile 2007 il nostro mutuo a tasso variabile era ancora più conveniente di quello a tasso fisso.
Da maggio 2007 in poi siamo sopra.
Quindi per diciotto mesi ci è convenuto, e per altri diciotto no.

Il problema è che il mutuo a tasso variabile va preso per quello che è, ovvero come un qualcosa che cambia.
Non si può contrarre un mutuo di questo tipo se la rata di partenza è già il massimo che posso pagare.

La prossima volta vedremo i singoli prodotti che diversificano le possibilità per il mutuo a tasso variabile.

Beniamino Stovini


Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

venerdì 17 ottobre 2008

Assicurazione auto - Le garanzie accessorie: furto e incendio

Parlando di polizze assicurative del ramo r.c. auto, esaminiamo le cosiddette garanzie accessorie, definite in gergo A.R.D. (auto rischi diversi).

In primo luogo, va detto che si tratta di garanzie facoltative, quindi sia il contraente sia le compagnie assicurative possono rifiutare queste coperture.

Tra le garanzie accessorie relative all'r.c. auto abbiamo svariate coperture: furto e incendio, infortuni del conducente, atti vandalici, kasko, eccetera.


Analizziamo la polizza furto e incendio.

La garanzia furto copre il risarcimento per danni causati da furto totale o parziale del veicolo indicato in polizza.

La garanzia incendio copre invece il risarcimento, sia che il veicolo sia in movimento piuttosto che parcheggiato, per danni causati da incendio.

Come possono essere queste garanzie?
Il premio è determinato da diverse variabili.

Una di queste è ovviamente il valore del veicolo.
Un'assicurazione furto e incendio di una Ferrari costerà senz'altro di più di quella di una Fiat Punto.

Altro aspetto che determina il costo è il codice veicolo, ovvero un parametro stabilito dalle compagnie assicurative sulla base di determinate statistiche.

Un'assicurazione furto e incendio per lo stesso veicolo costa più a Napoli che a Teramo, e l'assicurazione furto e incendio di una Panda costa più di quella di una Fiesta, stipulate nel medesimo comune, perchè statisticamente si rubano più Panda che Fiesta.

Un'altra variabile che influenza il premio è la franchigia.

Noi possiamo stipulare un'assicurazione furto e incendio con o senza franchigia.
La franchigia è quella somma, riportata nelle condizioni di polizza, entro la quale i danni procurati al veicolo sono a carico dell'assicurato.

Pertanto, ipotizzando che nella nostra polizza abbiamo una franchigia fissata a 200 €, se ci rubano l'auto l'assicurazione ci rimborserà il valore del veicolo, esclusa la franchigia.

Bisogna stare attenti, perchè abbiamo parlato di rimborso del valore del veicolo. Spesso accade che il nostro veicolo sia assicurato contro il furto e incendio per un valore più alto di quello effettivo di mercato.

Se così è, stiamo buttando soldi.

Infatti, in caso di furto, se la nostra macchina vale 1.000 € e noi abbiamo in polizza la garanzia furto e incendio per un valore di 2.000 €, e disgraziatamente ci rubano l'auto, la compagnia assicurativa ci rimborserà solo 1.000 €.

Sarebbe buona norma inoltre, a meno che non si parli di vetture di grande valore, abbandonare la garanzia furto e incendio dopo mediamente 5 anni di vita della nostra auto.

Infatti in questo lasso di tempo abbiamo una svalutazione tale del nostro veicolo che risulta antieconomica un'assicurazione furto e incendio.

Beniamino Stovini

Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

sabato 11 ottobre 2008

Il mutuo: quanto si spende?

Ci apprestiamo a trattare l'argomento più importante di tutto il panorama dei finanziamenti e affini.

Il mutuo è, per la maggior parte delle famiglie, un passo fondamentale, visti anche i periodi di tempo che occorrono per rimborsare il prestito.

Negli ultimi tempi peraltro, si è assistito ad un considerevole aumento dei prezzi, sia delle case che delle rate dei mutui, in un periodo di crisi per tante famiglie. Si tratta evidentemente di un periodo nel quale è bene scegliere in maniera oculata un simile investimento.

In linea di massima, agli italiani piace comprarsi la propria casa (l'87% delle famiglie è proprietaria di casa).
Nel mercato dei mutui, pur potendo valutare tra decine di offerte, la domanda più in voga di questi tempi è sempre la stessa: mutuo a tasso fisso o a tasso variabile (un’altra domanda molto in voga è mutuo online o mutuo offline?)?

Prima di scendere nei dettagli dei singoli prodotti, è opportuno ricordare che la rata del nostro mutuo è sempre composta da un costo del denaro più una variabile che rappresenta il guadagno della banca che ci presta i soldi.

Nel caso di mutuo a tasso variabile, la rata sarà composta dall'Euribor (che indica il costo del denaro) più lo Spread (che rappresenta il guadagno della banca).

Per il mutuo a tasso fisso, invece, la rata sarà determinata dall'Irs (che non è il costo del denaro vero e proprio) più lo Spread.

Una volta scelto il mutuo che riteniamo faccia al caso nostro, è bene sapere che andremo incontro a tutta una serie di spese accessorie piuttosto onerose.

Le banche, spesso e volentieri, inseriscono i “costi d'istruttoria”, pratica nell'ordine solitamente dello 0,3% del capitale erogato.

Il costo della perizia per la valutazione della casa da acquistare, si aggira intorno ai 200-300 € più IVA.

La parcella del notaio per la stipula del contratto, si aggira intorno ai 2.000-3.000 €.

La banca inoltre trattiene, per conto dell'erario, una somma pari allo 0,25% dell'importo finanziato, come imposta sostitutiva.

Essendo poi iscritta ipoteca sulla casa, la banca richiede delle assicurazioni: una contro i rischi dell'immobile, detta polizza incendio, e, anche se questa non è obbligatoria ma quasi, una polizza vita che copra i rischi derivanti dalla morte di chi ha contratto il mutuo.

Un'altra spesa è quella cosiddetta di “incasso rata”, in occasione di ogni pagamento, nell'ordine dei 2 €.

Quindi, su un prestito di circa 100.000 €, senza ancora aver dato inizio al pagamento del nostro mutuo casa, siamo già incorsi in spese per circa 3.000 €, senza considerare quello che costano i mobili per poterla arredare!

La prossima volta vedremo i vantaggi e gli svantaggi del tasso fisso e del tasso variabile.

Beniamino Stovini


Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

lunedì 6 ottobre 2008

Assicurazione auto: cosa cambia col Decreto Bersani

L'ultima volta si è parlato di assicurazioni auto, ed a questo proposito oggi segnaliamo le importanti novità introdotte dal decreto Bersani.

Decreto che tocca diversi aspetti, dalla telefonia ai mutui, dalle imprese alle assicurazioni per l'appunto.

Importanti modifiche riguardano la validità dell'attestato di rischio.
Con la nuova legge, questo conserva la sua validità per 5 anni, anche se interrompiamo il contratto di assicurazione. Quindi se io l'anno prossimo non voglio riassicurare il mio veicolo, perché vado otto mesi in vacanza a Cuba, oppure perchè non ho i soldi e mi sposto in autobus, non perdo comunque la classe di merito maturata.

La modifica più significativa concerne comunque la “portabilità” della classe di merito.

La legge infatti dice che un cliente che acquista un veicolo della medesima tipologia, anche di proprietà di un familiare convivente, ha diritto all’assegnazione da parte della compagnia di assicurazioni della classe di merito risultante dall’ultimo attestato di rischio sul veicolo già assicurato.

Cosa significa?

Se io acquisto un veicolo, posso sfruttare la classe di merito migliore all'interno del nucleo familiare. L'importante è dimostrare l'avvenuto passaggio di proprietà, l'appartenenza allo stesso nucleo della persona di cui si vuol sfruttare la classe di merito, e che la“portabilità” avvenga tra veicoli dello stesso tipo (se acquisto un auto, non posso sfruttare la classe di merito relativa ad una moto).

Questo comporta un notevole risparmio per il consumatore.
Infatti anche un 18enne neopatentato che acquista un auto, può aver diritto ad una classe di merito molto favorevole, anziché doversi sobbarcare una 14^ classe assicurativa dai prezzi esorbitanti.

Quindi, da questa novità, chi ne esce peggio sono proprio le compagnie di assicurazione, dato che, andando gradualmente scomparendo le classi di merito più onerose, vedono il loro portafoglio diminuire.
A questo proposito, forse per incompetenza, forse per malafede, è nata la leggenda che vorrebbe fruibile il decreto Bersani da parte del cliente solo quando si acquista un veicolo nuovo.

Totalmente falso: l'importante è solo dimostrare di aver acquistato un veicolo, nuovo o usato che sia.

Dopo aver visto i cambiamenti in ambito rc auto, torneremo in seguito sul decreto Bersani, e sulle altre novità introdotte nel settore dei mutui.

Beniamino Stovini

Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!