sabato 15 novembre 2008

Mutui e anatocismo: paghiamo il giusto?

Oggi rompiamo un po' gli schemi e ci dedichiamo ad un argomento di stretta attualità, riguardante i mutui, di cui probabilmente pochi di noi sono al corrente: l’anatocismo.

Intanto, cosa vuol dire anatocismo?

Col termine anatocismo si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, di modo che essi sono a loro volta produttivi di ulteriori interessi.

Per fare un esempio, parliamo di anatocismo, in un mutuo, in un prestito personale, ecc, quando vengono sommati al debito residuo, ad ogni scadenza di pagamento, gli interessi, anche se regolarmente pagati.

Perché questa precisazione, “anche se regolarmente pagati”?

Perché la legge autorizza l'applicazione dell'anatocismo sulle rate che non sono state pagate alla scadenza, ovvero in ritardo.

Quindi, per il Codice Civile, l'anatocismo, che, lo ripetiamo per chiarezza, è il calcolo degli interessi sugli interessi già maturati, è ammissibile nel momento in cui paghiamo le nostre rate in ritardo, mentre è inammissibile se i nostri pagamenti sono puntuali, e quindi non si possono calcolare in questo modo gli interessi che andremo a restituire, prima che abbiano avuto inizio i pagamenti.

Perché parliamo di questo?
Perché nei giorni scorsi è stata pubblicata su un quotidiano la notizia che il Tribunale di Bari si è pronunciato in merito a un caso di questo tipo.

In breve, il cliente ha fatto causa alla banca dove aveva contratto il mutuo, in quanto il suo piano di ammortamento, cosiddetto “alla francese”, era stato calcolato in modo anatocistico.
Questo si poteva desumere solo con una consulenza tecnica, e peraltro il calcolo della rata col metodo dell'interesse composto (o anatocistico), non era espressamente indicato nel contratto.

Quindi, questa persona restituiva le rate ad un tasso effettivamente più alto di quello pattuito. Ebbene, il Tribunale ha dato ragione al cliente, che ha ottenuto l'annullamento parziale del contratto di mutuo e il ricalcolo del piano di ammortamento al tasso legale, con l'eliminazione dell'anatocismo, ottenendo quindi una quota interessi inferiore a quella pagata.

Siccome in Italia per la stragrande maggioranza dei mutui si utilizza il piano di ammortamento alla francese (rate costanti, man mano che passa il tempo diminuisce la quota interessi e aumenta la quota capitale), forse sarebbe bene mostrare il nostro contratto di mutuo con relativo piano di ammortamento ad un esperto, tanto per toglierci il dubbio che non stiamo pagando in più rispetto a quanto concordato.

Beniamino Stovini


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sabato 8 novembre 2008

Assicurazione sulla casa: cosa conviene e cosa no?

Fino ad oggi abbiamo visto i vari prodotti relativi all'r.c. auto.

Oggi cominciamo a parlare delle assicurazioni che coprono il bene materiale a cui probabilmente teniamo di più: la casa.

In questo caso, il primissimo consiglio è stipulare un'assicurazione la più completa possibile.
Forse l'importo del premio assicurativo ci potrà sembrare alto, tuttavia in caso di sinistro avremo adeguate coperture e risarcimenti.

Innanzitutto, affinchè il nostro assicuratore ci possa proporre il prodotto giusto, è bene raccogliere quante più informazioni possibili sulla nostra casa.
Ciò che occorre sapere è la tipologia del fabbricato (appartamento, casa indipendente, ecc), l'anno di costruzione, la sua ubicazione, lo stato di manutenzione, e così via.

In generale, le garanzie prestate dalle compagnie di assicurazioni al nostro immobile sono le seguenti: responsabilità civile verso terzi e verso prestatori di lavoro; Furto Incendio e danni materiali; danni da acqua; ricerca del guasto; rottura cristalli; eventi atmosferici.

Poi, ogni compagnia di assicurazioni potrebbe presentare differenze nello stesso prodotto rispetto ad un'altra, non è un problema.
L'importante è sempre essere il più informati possibile su ciò che stiamo sottoscrivendo.

Tutte queste coperture possono essere ottenute con la medesima polizza, le c.d. polizze multirischio.
Oltre alle garanzie elencate, potremo richiedere anche, dietro il pagamento di un corrispettivo ovviamente, assistenza legale (se ad esempio un vicino ci vuole denunciare) e pronta assistenza (qualora ci si rompesse un tubo dell'acqua o andasse in corto l'impianto elettrico).

Vediamo una distinzione per quanto riguarda la polizza furto.

Questa può essere di due tipi, quindi facciamo sempre attenzione a non accettare una cosa per un'altra.

La polizza furto può essere a primo rischio assoluto o a valore intero.

Nel primo caso, noi stabiliremo un valore da assicurare, ammettiamo 1.000 €.
Se poi in casa abbiamo beni per 10.000 €, l'assicurazione risarcirà, in caso di furto, per un importo massimo di 1.000 €, a prescindere dal valore del materiale trafugato e senza ulteriori valutazioni.
Questo tipo di garanzia prevede dei limiti per il denaro contante e oggetti preziosi rubati.

Quali i vantaggi di questa copertura?
Il non dover assicurare necessariamente l'intero valore del contenuto, visto che è presumibile che un ladro riesca a portarci via i beni asportabili (computer, tv, ecc), ma certo non un armadio o un tavolo, benchè di valore.

Nel secondo caso invece, comunque molto meno frequente, la compagnia di assicurazioni provvederà a una valutazione dell'effettivo capitale in nostro possesso, pertanto se abbiamo beni per 10.000 €, sarà quello l'importo da assicurare.
In questo caso bisogna fare attenzione, perchè se decidessimo di assicurare per un importo inferiore, in caso di furto andremo incontro alla cosiddetta “regola proporzionale”.

Cosa vuol dire?
Se abbiamo beni per 10.000 €, e ne assicuriamo solo per il 50%, quindi per 5.000 €, in caso di furto quantificato, ammettiamo in 1.000 €, verremo risarciti solo del 50%, quindi 500 €.

Clausola, questa, che alla polizza a primo rischio assoluto non si applica, quindi un altro bel vantaggio.

Beniamino Stovini


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lunedì 3 novembre 2008

Mutuo a tasso variabile: le diverse opzioni

La volta precedente abbiamo visto il contratto di mutuo a tasso variabile, quando conviene e quando no, e, soprattutto, la sostanziale impossibilità di accertare prima della sottoscrizione se sarà per noi vantaggioso o meno.

Esistono peraltro diversi prodotti di mutuo a tasso variabile: tra questi potremmo trovare qualcosa che meglio si adatta alle nostre esigenze, senza comunque dimenticare che la peculiarità dell'incertezza della rata sarà imprescindibile.

Vediamo i diversi prodotti.

Qualora volessimo contrarre un mutuo a tasso variabile, abbiamo la possibilità di stipulare una copertura assicurativa che limiti il rischio di futuri aumenti del tasso.
Il mutuatario quindi beneficia dei vantaggi ottenuti nelle fasi di ribasso del tasso Euribor, mentre in caso di rialzo subisce comunque gli svantaggi, ma entro un certo limite, detto cap.
Oltre il cap, il nostro mutuo a tasso variabile non potrà mai andare.

Ovviamente trattasi di copertura assicurativa non priva di costi: solitamente le banche richiedono uno 0,50-0,70 % in più.

Insomma, non avremo comunque la certezza di quanto pagheremo, ma senz'altro sappiamo qual è la rata massima che potremmo dover sostenere.

Un'altra tipologia di mutuo a tasso variabile consiste nel tenere la rata costante, e alle oscillazioni dell'Euribor far aumentare o diminuire la durata del rimborso.

Questo prodotto non presenta alcun vantaggio, ma piuttosto la comodità di avere una rata sempre uguale.
Gli effetti degli aumenti o dei ribassi del tasso ricadranno quindi sulla durata.

Ricordiamo inoltre il mutuo a tasso misto con opzione, una formula intermedia tra tasso fisso e tasso variabile, che ci permette, a scadenze prestabilite, di poter passare dall'uno all'altro.

Quindi il mutuo a tasso variabile rimane un prodotto interessante, ma solo se nel momento della stipula del contratto sappiamo di potere far fronte ad eventuali, ed assai probabili, aumenti nel corso del tempo.

E' sempre bene, inoltre, leggere attentamente tutte le offerte e la documentazione messa a nostra disposizione da parte della banca, in modo da poter poi scegliere nella maniera più consapevole possibile.

Beniamino Stovini


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