Se si è una giovane coppia in cerca di casa i mutui 100% solitamente si rivelano la scelta migliore.
Un finanziamento che copra l’intero valore di un immobile, appare chiaro, è forse la scelta più conveniente che un nucleo familiare possa intraprendere.
Sebbene il quadro possa sembrare roseo, comunque, vi sono dei fattori dei quali tenere conto.
Prima di tutto, non tutti gli istituti di credito offrono ai propri clienti questo tipo di finanziamento.
Molte banche reputano infatti poco conveniente sovvenzionare i consumatori in maniera così ampia e totale.
I mutui 100% sono infatti niente di meno che i mutui subprime statunitensi che nel 2007 hanno dato il via alla crisi finanziaria globale che ancora sta mettendo a ferro e fuoco la resistenza dei risparmiatori italiani.
Altro fattore da tenere sotto controllo è la stessa crisi immobiliare.
Quest’ultima, unita all’impossibilità del contraente di pagare il mutuo o ad un innalzamento improvviso dei tassi di interesse, porterebbe il consumatore alla bancarotta e alla perdita della casa, e la banca in una situazione di credito non rifondibile.
Per ovviare a tali inconvenienti, fermo restando che questa tipologia di mutuo dal 2007 è andata pian piano scomparendo, lo Stato ha obbligato le banche (e quindi i consumatori in conseguenza) a stipulare una polizza assicurativa che copra, in caso di necessità, la percentuale di finanziamento eccedente il tetto massimo dell’80% dell’intera somma legislativamente accettata.
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mercoledì 25 agosto 2010
Mutui 100%: una scelta giovane
giovedì 19 agosto 2010
Mutui - Abi: sospensione per 24.000 famiglie
Cerchi le offerte per il mutuo prima casa?
Scegli bene il mutuo adatto alle tue esigenze, o rischi di trovarti come quei 24.000 risparmiatori che ora non sono più in grado di pagarlo.
A rivelare la triste statistica ci ha pensato l’Abi rendendo pubblici i dati del piano famiglie approvato dal governo lo scorso autunno.
Uno scenario, quello dipinto dall’Abi, che non illustra solamente le conseguenze della crisi sulle famiglie italiane, ma che al contempo porta ad una riflessione necessaria: è sempre bene, prima di accendere un mutuo, informarsi a dovere scegliendo la formula di finanziamento che si è sicuri di poter gestire sul lungo termine.
Secondo il “piano famiglia” le rate di rimborso dei mutui possono essere bloccate, previa domanda e necessaria verifica, in caso di strumento “immediato” di aiuto per quei nuclei famigliari che presentano forti difficoltà.
Ad oggi la somma totale dei mutui sospesi è pari a 3,2 miliardi di euro, pari a ben 24.000 famiglie italiane.
Tra le maggiori cause alla base delle richieste da parte dei cittadini italiani vi è la cessazione o il cambio di tipologia di lavoro subordinato in seguito a licenziamento, cassa integrazione e mobilità. La maggior parte delle domande accettate è stata registrata al Nord (58,8%), seguito dal Sud e dalle Isole (22,2%).
Fanalino di coda per il centro con il 19,3% di domande accettate.
Per il vostro finanziamento affidatevi quindi a dei calcolatori e visionate più preventivi possibile prima di scegliere il mutuo da accendere, avendo cura di effettuare la scelta a voi più congeniale.
In collaborazione con Creho.it
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giovedì 12 agosto 2010
Mutui: confrontali online
Sia che si debba acquistare la casa dei propri sogni, sia che si debba richiedere un finanziamento per ristrutturare una proprietà o aprire una attività, la parola d’ordine deve essere “confronto mutui”.
Mutui di ogni genere non mancano nel mercato finanziario attuale e proprio per questo motivo il papabile cliente deve ovviamente tenere sotto osservazioni diversi parametri prima di scegliere il mutuo a lui più congeniale.
Acquistare un immobile è di vitale importanza per ottenere una vera indipendenza dalla propria famiglia e scegliere il mutuo adatto è ugualmente di vitale importanza per mantenere, sul lungo termine, un giusto rapporto entrate/uscite nella propria gestione economica mensile.
Sono diversi i passi da affrontare per effettuare la scelta giusta e quello di calcolare quanto effettivamente sia possibile investire sul lungo periodo è uno di quelli.
Ci pensano i vari calcolatori presenti in rete offerti gratuitamente al consulto dei possibili debitori dai maggiori istituti di credito a donare lo spunto per un giusto confronto: mutui di ogni tipologia e lunghezza che attraverso le variabili inserite (durata, interessi, tipologia di retribuzione del contraente, etc) vengono scandagliati ed automaticamente presentati al richiedente.
Attraverso questo semplice processo, chiunque voglia richiedere un finanziamento può contattare la propria banca avendo già una idea specifica di ciò che può essere adatto alla propria situazione economica.
In collaborazione con Creho.it
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giovedì 5 agosto 2010
Le ultime variazioni della domanda di credito delle imprese italiane
Con l’articolo odierno andiamo a dare un’occhiata alle variazioni di domanda di credito da parte delle imprese italiane, importante cartina di tornasole nel mondo economico-finanziario.
Le statistiche sono stati elaborati dal CRIF, ossia la Centrale Rischi Finanziari, sulla base dei dati raccolti su oltre otto milioni di linee di credito.
Nel primo semestre del 2010 si è registrato un calo netto, pari al 9% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, il 2009.
Tale calo peraltro è relazionabile anche al picco di circa il 21% che a sua volta il primo semestre del 2009 aveva evidenziato rispetto al 2008.
La presente contrazione della domanda di credito è facilmente interpretabile come un avversione al rischio riguardo all’attuale momento di crisi, in attesa della ripresa che ne seguirà, e che probabilmente farà registrare, al contrario, un nuovo picco nella domanda di credito da parte delle imprese.
Da segnalare anche se le imprese individuali hanno presentato meno domande di credito rispetto alle società.
Per quanto concerne, viceversa, gli importi dei finanziamenti concessi nel primo semestre dell’anno in corso, ci si è spostati verso le fasce di prestito più basse: il 34,6% delle imprese ha fatto domanda di finanziamento fino a 5.000, laddove tale fascia di importo nel 2009 era stata appannaggio del 32,2% delle imprese.
Tale barometro della propensione all’investimento, e quindi nella fiducia nell’economia nel prossimo futuro è stato confermato nei suoi bassi livelli anche dell’Osservatorio sulla finanza dei piccoli operatori economici, per il quale la percentuale delle microimprese disposte ad investire si attesta appena al 24,5%.
Fosco Del Nero
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