martedì 28 dicembre 2010

Prestiti: attenzione al microcredito

Prestiti veloci e convenienti: il sogno di ogni consumatore in difficoltà.
E di ogni impresa.

Specialmente in un'epoca nella quale il capitalismo fa girare il mondo e il baratto non esiste più da qualche secolo.
E dove il microcredito è una realtà vera e vissuta da molti.

Perché se il mondo che possiamo definire occidentale lotta strenuamente contro le crisi finanziarie, per i paesi considerabili più poveri, quelli dove è difficile persino costruire un ospedale per mancanza di fondi, il microcredito spesso rappresenta l’unica soluzione di una famiglia per avere un tetto sulla testa.

O di un imprenditore per riuscire a mantenere viva la propria azienda e con essa la speranza di decine di persone, non solo la propria.

Il problema, e gli ultimi avvenimenti in India ce lo insegnano, sta nel fatto che sempre più spesso molte delle persone che beneficiano di questo microcredito, a meno che lo stesso non provenga da interlocutori seri ed affidabili come il Fondo Monetario Internazionale e la sua banca, non riescono a pagare le rate dell’ammortamento a causa di interessi che anche nel nostro sistema monetario sono considerati usurai e insostenibili.

Con conseguenze davvero gravi: gran parte dei beneficiari decide infatti di commettere suicidio non sapendo come pagare ed evitare il sequestro della propria casa.
Parliamo di contadini che hanno richiesto del credito per dei macchinari in grado di lavorare la terra e dar loro da mangiare.

Come si può applicare un tasso di interesse che va dal 10% al 24%?
Dove sono i controlli da parte degli osservatori internazionali?

Le società erogatrici scaricano le responsabilità sui dipendenti, i quali “saranno chiamati a pagare” se si dovessero scoprire degli errori di valutazione dell’erogazione del prestito finito in suicidio.

In collaborazione con Prestiti.com

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martedì 21 dicembre 2010

Credito alle famiglie italiane: cala il credito al consumo ma aumentano i mutui

La 29esima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio, promossa da Assofin, da Crif e da Prometeia ha mostrato dati interessanti e importanti sulla situazione del credito presso le famiglie italiane, rivelando i primi segnali di miglioramento.

Ciò vale soprattutto per il settore dei mutui immobiliari (più 12,1% rispetto al primo semestre del 2009), progresso dovuto al fatto che gli investimenti immobiliari sono al momento un’alternativa migliore rispetto ai classici strumenti finanziari sia per la situazione incerta a livello di macrofinanza, sia per il tasso di interesse, ultimamente piuttosto basso (nello scorso articolo sottolineavamo come la stessa Agenzia delle Entrate consigliasse di procedere in questo momento alle ristrutturazioni per via di alcune condizioni favorevoli).

Tuttavia, il settore del credito in generale risulta ancora piuttosto fragile, come prova il debito medio delle famiglie italiane, assolutamente al di sotto della media europea: nel primo semestre 2010 si è assestato a circa il 65% rispetto al reddito disponibile, contro il 97% dell’area Euro.

Le erogazioni del credito a consumo difatti nel primo semestre del 2010 sono diminuite del 4,8% rispetto al medesimo semestre del 2009 (meno 5,1% sui primi nove mesi).
Il calo è dovuto soprattutto alle cessioni del quinto dello stipendio o della pensione (meno 13,4% nei primi nove mesi dell’anno) e alle carte rateali (meno 4,9%).
Piccola contrazione anche per i prestiti personali (meno 0,3% nei mesi fino a settembre) e per i finanziamenti per gli autoveicoli (meno 10,2%).

Al contrario, come detto si è registrato un aumento per il settore mutui immobiliari (per i quali va sottolineata la preferenza per il tasso variabile nonché per le durate e gli importi maggiori), così come nel settore finanziamenti per ricostruzione e ristrutturazione (più 17,1% nei primi nove mesi di questo anno rispetto a quello precedente) e per l’acquisto di beni o servizi come elettronica o arredamento (più 1,4% nello stesso periodo preso in esame).

Da registrare anche alcuni altri punti.
Intanto, un aumento della qualità del credito, con delle politiche di erogazione da parte degli istituti di credito più attente e mirate.
In secondo luogo, la previsione di una posticipazione delle prospettive di ripresa, con i dati che prevedono una esposizione al credito da parte delle famiglie italiane sempre bassa anche per i prossimi mesi e che posticipano al biennio 2011-2012 il ritorno del mercato di credito agli stessi livelli del periodo precedente alla crisi.

Fosco Del Nero

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martedì 14 dicembre 2010

Ristrutturazione della casa: quali sono le detrazioni fiscali e i bonus ammissibili?

L’articolo di oggi è dedicata a un argomento sempre molto caldo: le detrazioni fiscali e i bonus ammissibili relativamente alla ristrutturazione della casa.

Statistiche recenti mostrano come gli italiani preferiscano i mesi da marzo ad ottobre per ristrutturare la propria casa. Ciò è ovviamente legato soprattutto al fattore clima, posto che col bel tempo la cosa è molto più agevole.

Un altro elemento che la renderà agevole nei prossimi mesi è il tasso dell’IRS, raramente così basso.

L’IRS, per chi non lo sapesse, è il cosiddetto Interest Rate Swap, detto anche EURIRS per l’area euro, e rappresenta il parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso.

Varia in relazione alla sua durata (più è lungo il mutuo più è onerosa la sostenibilità del tasso fisso), e le sue quotazioni sono legate all’andamento dei mercati a lungo termine, usualmente superiori all’EURIBOR, che a sua volta è l’acronimo di Euro Interbank Offered Rate, ossia, per farla breve, il tasso medio con cui vengono realizzate le transazioni finanziarie nell’aria euro tra le banche europee.

Al momento abbiamo l’IRS piuttosto basso: IRS a 1 anno all’1,36% e IRS a 5 anni al 2,44%.
Si tratta di una situazione particolarmente proficua per le ristrutturazioni, tanto che la stessa Agenzia delle Entrate ha invitato tutti coloro i quali dovessero procedere in tale direzione a farlo prossimamente.

In tal senso è utile anche la Finanziaria 2010, che prevede la possibilità di detrarre l’imposta regionale sulle persone fisiche (più nota come IRPEF) fino al massimo del 36% su dieci dichiarazioni e sulla cifra di 48.000 euro (quindi poco più di 17.000 euro).

A tale vantaggio, usufruibile fino a tutto il dicembre 2012 (una data scelta a caso o con fine umorismo?), si aggiunge la possibilità di avere un’agevolazione sull’IVA (questa è l’imposta sul valore aggiunto, per chi fosse a digiuno di acronimi e tasse) del 10% dei lavori di ristrutturazione, questa a tempo indeterminato e fino a nuova decisione.

Insomma, tra una cosa e l’altra ne deriva che questo è un momento favorevole per la ristrutturazioni della casa.

Fosco Del Nero

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martedì 7 dicembre 2010

Mutui: finalmente una ripresa della domanda…

Con l’articolo odierno andiamo a vedere l’andamento della domanda di mutui in Italia, in particolare confrontando il mese di ottobre 2010 con lo stesso mese dell’anno precedente.

Finalmente, dopo un certo periodo di stagnazione, se non proprio di diminuzione del dato, assistiamo a un’inversione della tendenza: ottobre ha infatti fatto registrare un aumento del 12% rispetto a dodici mesi prima.

Questo è quanto emerge dalle statistiche elaborate da EURISC, il sistema di informazioni creditizie di CRIF, ossia la centrale rischi finanziari, che congloba i dati di più di 70 milioni di situazioni di credito in Italia.

Da notare che l’ultimo segno positivo si era registrato a gennaio 2010, con lo stesso anno 2010 che però, globalmente, continua ad essere in negativo rispetto al 2009, per quanto solo del 2% (dato invece in aumento rispetto al 2008 e stabile rispetto al 2007).

Per quanto riguarda l’importo maggiormente richiesto per il mutuo, esso continua ad essere quello della fascia di importo oltre i 150.000 euro, mentre la durata vede dominare la fascia tra i 25 e i 30 anni, nonostante l’aumento della fascia 20-25.

L’ultimo dato è quello dell’età dei richiedenti i mutui: in questo caso abbiamo un ax aequo, visto che le classi dominanti sono quella tra i 35 a i 44 anni e quella al di sotto dei 35 anni.

Fosco Del Nero

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