martedì 5 luglio 2011

Grecia: un effetto domino sui mercati finanziari?



Nell’ultimo periodo la questione della crisi greca è, purtroppo, salita prepotentemente alla ribalta, sia per le note vicende di ordine pubblico, sia per questioni economico-finanziarie.

Alcuni tuttavia si domandano se l’attenzione al problema greco non sia stata eccessiva, considerando che si tratta un piccolo paese, il cui PIL (prodotto interno lordo) è appena il 2,5% di quello europeo… percentuale a cui parrebbe difficile collegare effetti macroeconomici così rilevanti, tanto da tenere sotto scacco l’intera finanza mondiale.

Ci sintetizza gli eventi Armando Carcaterra, l'esperto di Anima Sgr.

Tutto è iniziato nell’autunno del 2009, allorquando il governo greco ha ammesso che il suo disavanzo di bilancio era in realtà tre volte più grande di quello precedentemente dichiarato, fatto che ha generato prima un’ondata speculativa e poi il tentativo dell’Europa di salvare la Grecia con risorse europee.

Tentativo non andato a buon fine, tanto che poi si è passati alla seconda opzione, ossia mantenere la Grecia nell’area Euro gestendone in modo il più possibile ordinato il default (ossia concordando con i creditori un taglio del valore dei titoli).

Anche tale opzione però potrebbe non bastare, e la terza e ultima sarebbe la fuoriuscita della Grecia dall’Europa, abbandonandola così al suo destino, fatto che farebbe fuggire i capitali, fallire le banche greche, contagiare gli altri paesi europei “periferici”, e persino avere influssi sui paesi maggiori.

Questo porterebbe i capitali in fuga dai paesi deboli verso i mercati rifugio (Usa, Germania, Giappone, Svizzera), oltre che portare in dote una ulteriore perdita di credibilità della moneta unica.

Fosco Del Nero

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