mercoledì 5 ottobre 2011

Il debito pubblico delle nazioni



Come ormai risaputo, negli ultimi mesi Standards & Poor’s, dopo aver declassato in precedenza alcuni paesi per via del loro debito pubblico (ricordiamo che i casi più gravi sono quelli di Irlanda, Portogallo e Grecia, ma anche della stessa Italia), ha colpito anche gli Stati Uniti, declassandoli per la prima volta.

Un evento fino a pochi anni fa impensabile, a cui l’esperto di Anima Sgr, Gianluca Ferretti, tenta di dare una sintetica spiegazione nel video diffuso dalla stessa Anima Sgr.

Nel quale emerge che, come ovvio, siamo in una situazione finanziaria internazionale piuttosto precaria, se persino gli Usa manifestano gravi problemi finanziari. Proprio loro la cui moneta, il dollaro, è sempre stata usata come moneta di riserva internazionale, garantendo al paese americano un grosso vantaggio sugli altri paesi, dal momento che in pratica poteva sgravare i suoi problemi sui paesi creditori.

Questo declassamento pare un segnale di crisi dell’egemonia economica statunitense, anche se alla fine della fiera è l’Europa ad avere i problemi più gravi, tanto da porre in dubbio il futuro della moneta unica e della stessa Unione Europa: la combinazione tra debito pubblico altissimo, interessi sul debito tra il 10 e il 20% (ci riferiamo a Portogallo e Grecia), prospettive di crescita del reddito basse o persino negative, porta inevitabilmente all’insostenibilità, e le politiche fiscali severe non fanno altro che aggravare la situazione anziché migliorarla, visto che deprimono sempre di più le prospettive di crescita.

Un circolo vizioso che i governi dei paesi europei non sono ancora riusciti a spezzare, nonostante il programmato fondo europeo di salvataggio, che entrerà in vigore nel 2013 ma che già non convince molto gli addetti ai lavori.

La sensazione è che per uscire dalla crisi economica sia importante non tanto l’azione del singolo governo, quanto i rimedi posti in essere in ambito comunitario-europeo.
Anche se, in fondo a tutta la questione, sta il problema del debito pubblico, ed è curioso constatare come gli stati non siano indebitati tra di loro (cosa che giocoforza ne renderebbe alcuni in debito e alcuni in credito), ma con le banche, che contrariamente al pensare comune non sono statali, ma enti privati.

Fosco Del Nero

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