Siamo arrivati a 7 miliardi di persone sul pianeta (ufficiali, e chissà quante non sono registrate):
cosa comporta l’aumento della popolazione dal punto di vista della finanza e dell’economia mondiale?
Nel video intitolato Mister sette miliardi ce ne parla Armando Carcaterra, l’esperto di Anima Sgr, il quale sottolinea che si tratta di un fatto importante, considerando che la popolazione mondiale è più che raddoppiata in meno di 50 anni, dai 3,3 miliardi del 1965.
Nel precedente passato, invece, ci aveva messo 250 anni a raddoppiare.
La questione merita rilevanza visto che la popolazione non cresce in modo lineare, ma in modo esponenziale, e quindi occorre tenerne conto per tempo.
Anche se, per fortuna, il tasso di crescita è decelerato negli ultimi decenni, soprattutto grazie al decremento delle nascite nei paesi ricchi, e agli standard di vita aumentati in quelli in via di sviluppo.
Società industrializzata, miglioramento di alimentazione e di assistenza sanitaria contribuiscono difatti ad accrescere la durata media della vita e a far diminuire le nascite; quindi, meno neonati e più vecchi.
La sovrappopolazione attuale, comunque, pone il problema di equilibrio nello sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie sostenibili: una crescita infinita della popolazione non può accordarsi con le risorse naturali finite, da cui l’esigenza di trovare un equilibrio del tutto.
Le conseguenze dello squilibrio tra crescita demografica e produzione, in particolare, sono già in atto, e afferiscono soprattutto all’aumento secolare dei prezzi delle materie prime.
L’essere arrivati a sette miliardi, insomma, dovrebbe spingerci a guardare lontano: nuove tecnologie, potenziale di crescita, invecchiamento, sviluppo sostenibile.
Fosco Del Nero
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