Sono molti i mutui che gli italiani hanno acceso per l'acquisto della casa, ma in percentuale chi sono gli italiani che comprano casa?
Da una ricerca di mercato è risultato che molti italiani over 60 decidono di accendere un mutuo: questi sono circa il 3% dei richiedenti, cioè 15.000 persone.
Ben il 41% dei mutuatari lo accende per l'acquisto della prima casa; l'importo medio di finanziamento è di 180.000 euro, pari al 44,8% dell'immobile.
Il 56% preferisce un tasso fisso e riesce a estinguere il mutuo in soli 12 anni circa.
Questo è possibile con l'allungamento delle aspettative di vita, grazie alle quali anche chi non è più nel fiore degli anni decide di investire sul futuro e concedersi dei sereni anni di pensione.
Queste persone vanno accompagnate passo dopo passo nella scelta del mutuo più conveniente, che determinerà la loro sicurezza economica negli anni a venire.
Per quanto riguarda i giovani che accendono un mutuo, solitamente questi lo chiedono al 100% poiché, a differenza di non molti anni fa, con la crisi economica i genitori o i parenti più prossimi non possono più fare da garanti, né tantomeno contribuire a saldare l'importo totale.
Purtroppo per la quasi totalità degli under 35 è ancora difficile accendere un mutuo, soprattutto a causa del difficile stato in cui versa l'occupazione in questo periodo, nonchè delle remore delle banche a concedere mutui a chi ha un lavoro precario e poca stabilità economica.
L'indipendenza viene dunque raggiunta più tardi rispetto ai coetanei europei.
In collaborazione con Creho.it
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mercoledì 27 luglio 2011
I mutui per i giovani e per gli anziani
venerdì 22 luglio 2011
Mutui: ecco i dati degli ultimi sei mesi...

Il dato più evidente del primo semestre del 2011 è una contrazione dell’8% della domanda di mutui da parte delle famiglie italiane rispetto al medesimo periodo del 2010, allorquando a sua volta c’era stato un calo del 4% rispetto al 2009.
Tra le altre cose, l’entrata in vigore di alcune norme potrebbe ulteriormente penalizzare l’accesso al mercato del credito e quindi ai finanziamenti da parte degli italiani.
Primo semestre e previsioni successive all’insegna della prudenza, dunque, col secondo trimestre in tal senso ben peggiore del primo (-14% rispetto allo stesso periodo del 2010) e col picco raggiunto nel mese di giugno (-17% rispetto al mese dell’anno prima).
Chiaramente la crisi economica, cominciata a metà 2008, non è ancora passata e, tra un fattore negativo e l’altro (alto tasso di disoccupazione, crisi dei mercati finanziari, aumento delle materie prime, turbolenze politiche internazionali), permane alto il tasso di sfiducia.
Ultimi dati da segnalare: da un lato un certo aumento della fascia di durata tra i 25 e i 30 anni (30,6% delle richieste di mutuo), e dall’altro la conferma della classe di importo dominante, ossia tra i 100.000 e i 150.000 euro (31,0% del totale).
giovedì 14 luglio 2011
L’andamento del cambio euro-dollaro in relazione alla crisi europea…
Molti spettatori degli scenari macroeconomici si sono domandati come mai, nonostante la perdurante crisi greca, che pare anzi sempre più grave, l’euro stia tenendo piuttosto bene sul mercato delle valute (chiamato forex, per chi non lo sapesse).
Peraltro, la crisi della Grecia segue le crisi di Spagna, Portogallo e Irlanda, fatto che avrebbe dovuto aggravare ulteriormente la posizione della valuta europea.
Nella passata crisi greca, difatti, la moneta unica si deprezzò, verso il dollaro, di ben il 16% in poco tempo, e si trattava di una crisi meno grave, con la Grecia che ora è vicina addirittura al fallimento.
Armando Carcaterra, di Anima Sgr, evidenzia per noi alcune spiegazioni possibili.
In secondo luogo, forse è proprio l’aggravamento della crisi greca a dare una mano all’euro, dal momento che pare sempre più probabile una fuoriuscita della Grecia dalla zona euro, fatto che alleggerirebbe la moneta unica dalla zavorra greca.
Ma forse la spiegazione più semplice ed efficace è la terza: la situazione finanziaria della Grecia non è l’unica sotto esame, visto che ad inizio agosto lo sarà quella degli Stati Uniti, il cui debito pubblico ha assunto dimensioni preoccupanti, tanto da scatenare battaglie politiche.
Ad agosto, dunque, in base alla decisione e al programma del Congresso americano, la situazione del cambio euro-dollaro potrebbe mutare grandemente.
martedì 12 luglio 2011
Mutui per la ristrutturazione della casa: la documentazione necessaria

Le banche, infatti, propongono soluzioni a tasso fisso (con durata e rata stabiliti al momento della stipula contrattuale), mutui a tasso variabile (col piano ammortamento mutuo collegato all’indice Euribor) o formule a tasso misto, ancora poco utilizzate.
Nel caso di mutui ristrutturazione per manutenzione ordinaria, il richiedente è tenuto a consegnare alla banca erogante un preventivo di spesa ed un dettaglio delle opere programmate.
Come accade già per i mutui acquisto prima casa, anche per le soluzioni di ristrutturazioni la banca analizza la richiesta, calcola la fattibilità del prestito e la sostenibilità della rata, controlla l’affidabilità creditizia del mutuatario ed esprime il parere sull’erogazione.
martedì 5 luglio 2011
Grecia: un effetto domino sui mercati finanziari?
Nell’ultimo periodo la questione della crisi greca è, purtroppo, salita prepotentemente alla ribalta, sia per le note vicende di ordine pubblico, sia per questioni economico-finanziarie.
Alcuni tuttavia si domandano se l’attenzione al problema greco non sia stata eccessiva, considerando che si tratta un piccolo paese, il cui PIL (prodotto interno lordo) è appena il 2,5% di quello europeo… percentuale a cui parrebbe difficile collegare effetti macroeconomici così rilevanti, tanto da tenere sotto scacco l’intera finanza mondiale.
Ci sintetizza gli eventi Armando Carcaterra, l'esperto di Anima Sgr.
Tutto è iniziato nell’autunno del 2009, allorquando il governo greco ha ammesso che il suo disavanzo di bilancio era in realtà tre volte più grande di quello precedentemente dichiarato, fatto che ha generato prima un’ondata speculativa e poi il tentativo dell’Europa di salvare la Grecia con risorse europee.
Tentativo non andato a buon fine, tanto che poi si è passati alla seconda opzione, ossia mantenere la Grecia nell’area Euro gestendone in modo il più possibile ordinato il default (ossia concordando con i creditori un taglio del valore dei titoli).
Anche tale opzione però potrebbe non bastare, e la terza e ultima sarebbe la fuoriuscita della Grecia dall’Europa, abbandonandola così al suo destino, fatto che farebbe fuggire i capitali, fallire le banche greche, contagiare gli altri paesi europei “periferici”, e persino avere influssi sui paesi maggiori.
Questo porterebbe i capitali in fuga dai paesi deboli verso i mercati rifugio (Usa, Germania, Giappone, Svizzera), oltre che portare in dote una ulteriore perdita di credibilità della moneta unica.
Fosco Del Nero
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