mercoledì 4 gennaio 2012

Cosa misura in realtà lo spread?



Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare di spread, tanto che il termine, finora praticamente mai sentito, è entrato stabilmente a far parte delle chiacchiere da bar divenendo di uso comune.
Ma cosa è davvero lo spread, cosa misura e come si muove?

Ce lo dice l’esperto Armando Carcaterra, in uno dei video di Anima Sgr.

Partiamo dalla definizione: lo spread è la differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani e i titoli di stato tedeschi.
Lungi dal rappresentare lo stato di fiducia di un governo, come fatto credere da alcuni, in realtà non è altro che la misura del premio al rischio richiesto dal mercato per detenere titoli italiani (btp) nei confronti, come detto, dei titoli di stato tedeschi (bund), considerati privi di rischio.

Lo spread dunque misura quanto più alto è il rendimento chei titoli di stato italiani devono offrire per compensare la percezione della loro maggiore rischiosità (non necessariamente il rischio effettivo). Dunque per buona parte è un discorso di percezione e di avversione al rischio.

L’avversione al rischio, per conto suo, è l’atteggiamento psicologico degli investitori, ossia la loro attitudine a sopportare rischi finanziari di vario tipo. Essa muta in modo radicale soprattutto in presenza di eventi radicali. Maggiore è il pessimismo, maggiore sarà anche l’avversione al rischio.

A volte, peraltro, è difficile trovare motivi per giustificare i movimenti di mercato e il crollo dell’avversione al rischio dei finanziatori, soprattutto in resenza di politiche fiscali molto accorte, tanto che la sensazione che hanno alcuni addetti ai lavori è che più che politiche fiscali draconiane servano credibili manovre di crescita e di espansione.

Beniamino Stovini

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