Con i mutui di liquidità è possibile ottenere un finanziamento dando in cambio l'ipoteca della propria casa.
Si tratta di una particolare forma di prestito, presente già da diverso tempo nel sistema bancario, ritornata in auge negli ultimi anni.
I mutui di liquidità offrono diversi vantaggi, in primis la possibilità di disporre di almeno 50.000 euro, senza però pagare gli interessi più alti generalmente previsti invece dai prestiti personali.
Possono ritornare utili anche nel caso in cui si voglia ristrutturare la propria abitazione, sostituendo il finanziamento in essere con uno di liquidità, che consentirà di disporre di denaro aggiuntivo.
Un altro aspetto positivo riguarda il tempo. Il mutuo di liquidità, infatti, può essere restituito in 5 anni così come in 30 anni, con la possibilità di scegliere fra un tasso fisso o un tasso variabile da rimborsare mensilmente.
Le garanzie richieste dalla banca, com'è facile immaginare, sono molte.
Questo tipo di finanziamento, infatti, viene concesso esclusivamente a lavoratori con contratto a tempo indeterminato, con possibilità di ipotecare fino al 70% del valore dell'immobile, o a liberi professionisti con una situazione reddituale particolarmente stabile, che non andrà oltre il 50% del valore della casa.
Prima di richiedere un mutuo di liquidità è importante considerare una serie di aspetti. L'immobile (libero da ipoteche), infatti, deve essere destinato all'uso abitativo e deve essere intestato ad una persona fisica.
Inoltre, qualora la banca decida di accettare la richiesta di mutuo, è bene tenere presente che sarà necessario sostenere le spese di accensione e, dunque, i costi per l'atto notarile, l'istruttoria e la perizia.
In collaborazione con Creho.it
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mercoledì 29 febbraio 2012
Mutui di liquidità: cosa sono e quali sono i vantaggi
mercoledì 22 febbraio 2012
Prestiti per studenti e finanziamenti per lo studio

Una volta concluso il proprio ciclo di studi si potrà persino decidere di richiedere il periodo di grazia, ovvero un periodo di tempo, della durata massima di 2 anni, prima di iniziare a rimborsare il prestito e durante il quale matureranno solamente gli interessi.
Un'altra possibilità è rappresentata dall'iniziativa del governo Diamogli Credito. I beneficiari sono gli studenti universitari o post-universitari di qualunque nazionalità, purché residenti in Italia, con età compresa tra i 18-35 anni, che corrispondano a determinati requisiti di merito. I giovani potranno presentare domanda presso una banca convenzionata e ottenere un prestito fino a 6.000 euro senza bisogno di una busta paga né della firma dei genitori o di un garante, in quanto il garante stesso dell'iniziativa sarà il governo stesso, grazie al fondo per il credito ai giovani.
Esistono inoltre, anche altre forme di finanziamento per studenti: si va dal prestito personale al prestito fiduciario.
In collaborazione con Prestiti.com
mercoledì 15 febbraio 2012
Inizio 2012: crollo della domanda di mutui
Come era da aspettarsi, data la perdurante crisi economica (che anzi date le recenti misure governative rischia di peggiorare ancora; si veda ad esempio il caso greco), la domanda di mutui è letteralmente crollata in questo avvio di 2012.
Lo evidenzia con precisione il barometro CRIF (il CRIF è la Centrale Rischi Intermediazione Finanziaria) sulla domanda di mutui delle famiglie italiane, con un dato veramente pesante rispetto al primo mese del 2011: -44%.
Il che, peraltro, non fa che confermare i dati fortemente negativi degli ultimi due mesi del 2011: -46% a novembre e -44% a dicembre.
Se contiamo, inoltre, che già i dati del 2011 erano già decisamente sacrificati rispetto agli anni precedenti (nel gennaio 2011 il calo rispetto al gennaio 2010 fu del 19%), il quadro è abbastanza desolante, e dà un’idea molto chiara della crisi presso le famiglie italiane, che evidentemente rimangono molto prudenti in attesa che la crisi economica passi (anche se, come detto, il timore è che anzi peggiori, date le misure nel frattempo intraprese).
Ad ogni modo, andando a vedere i dati più da vicino, scopriamo che la durata di mutuo più richiesta è quella tra i 25 e i 30 anni (il 30% del totale), mentre la fascia che ha subito il maggior incremento è quella tra i 20 e i 25 anni.
L’importo medio, invece, è calato fino ai 134.000 euro, confermando, come i dati precedenti, una maggior prudenza degli italiani.
La tendenza, dunque, è quella di chiedere mutui di grande durata e con un importo mensile più contenuto, in modo da poterlo affrontare in modo più agevole.
Segno, questo, di una certa maturità “creditizia” da parte delle famiglie italiane…
Fosco Del Nero
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mercoledì 8 febbraio 2012
Prestiti: aumenta la stretta sul credito
Banca d'Italia e la Banca Centrale Europea segnalano un forte irrigidimento sulla concessione dei prestiti a imprese e alle famiglie nel quarto trimestre del 2011.
La Banca d'Italia ha condotto un'indagine sul credito bancario nell'area euro, relativamente agli istituti italiani, dalla quale emerge che nell'ultimo trimestre del 2011 si è verificato una forte stretta nella concessione dei prestiti alle imprese e alle famiglie.
Questo irrigidimento, in base a quello che riporta l'indagine, è stato “determinato soprattutto dalle difficoltà di accesso al finanziamento sui mercati all'ingrosso e dai problemi di liquidità incontrati dagli intermediari nel trimestre, nonché dal deterioramento delle prospettive economiche”.
La stretta al credito registrata da Bankitalia ha provocato oltre ad un netto aumento dei margini di interesse, anche un rallentamento nella domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, a differenza invece di quella delle imprese, che è rimasta pressoché invariata.
A sottolineare la stretta al credito è intervenuta anche la BCE con il suo sondaggio trimestrale.
È bene tener presente però che lo studio è stato condotto subito dopo il maxi-prestito concesso da Draghi e non ha quindi tenuto conto dei benefici che questo ha portato alla liquidità finanziaria di quasi 500 istituti europei.
Alla luce dell'ultimo maxi-prestito e della seconda ondata di prestiti prevista per fine febbraio, si legge in una nota della BCE: “ci aspettiamo un miglioramento nell'accesso alla raccolta sui mercati da parte delle banche nel prossimo trimestre come potenziale riflesso dell'efficacia delle misure prese”.
Lo stesso Mario Draghi ha affermato la settimana scorsa, a Davos, che con questi flussi economici concessi all'eurozona è stato ampiamente evitato il rischio di credit crunch.
Il panorama attuale sulla situazione dei prestiti non è sicuramente tra i migliori. Motivo per cui il consiglio per tutti coloro che stessero valutando l'ipotesi di accedere ad un prestito è quello di analizzare attentamente tutte le condizioni e fare riferimento a siti di confronto e informazione come quello di SuperMoney, che risultano essere un valido aiuto nella scelta dei prodotti finanziari più adatti alle proprie esigenze tra i tanti presenti sul mercato.
In collaborazione con SuperMoney.eu
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mercoledì 1 febbraio 2012
Crisi economica e rc auto: l'auto resta in garage
Tra rc auto, carburante e tasse, la macchina è sempre più onerosa per gli automobilisti italiani. Che spesso scelgono di farne a meno.
Anche l'auto, nel periodo di crisi che l'Italia attraversa, è diventata un bene di lusso.
A dimostrarlo sono i dati relativi al 2011: la cifra delle vetture immatricolare ha raggiunto quota un milione e 700mila, quasi l'11% in meno rispetto al 2010, in cui la situazione già non era delle migliori.
Nell'ultimo periodo circolavano voci su possibili bonus per la rottamazione, ma è subito arrivata la smentita da parte del presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi.
Oltre ai costi piuttosto elevati che l'acquisto di un'automobile comporta, ad aver sfavorito il mercato auto sono intervenuti altri fattori.
Prima di tutto il bollo di circolazione: è la tassa che va pagata per il possesso sull'autovettura, anche nel caso in cui questa non venisse più utilizzata.
Poi i prezzi dei carburanti, arrivati ormai alle stelle, non fanno altro che disincentivare l'utilizzo dell'auto.
E insieme a questi il costo dei parcheggi e dei pedaggi per le zone a traffico limitato, che hanno subito anche loro pesanti aumenti.
Tra i fattori che hanno scoraggiato l'uso dell'auto o hanno addirittura costretto molti a farne a meno, vi è anche il costo dell’assicurazione auto; i dati parlano di un aumento del 27% negli ultimi due anni del costo della rc auto.
È anche vero però che il pacchetto sulle liberalizzazioni introdotto dal governo Monti ha introdotto numerosi fattori di novità in questo settore. Un provvedimento in particolare dovrebbe favorire i consumatori: quello che prevede, per chi accetta l'installazione nella propria auto di una scatola nera, uno sconto sul premio assicurativo.
In attesa che qualcosa si muova e che la situazione assuma una piega diversa, gli italiani hanno mostrato un atteggiamento deciso: uno su cinque infatti già rinuncia all'uso dell'automobile.
In collaborazione con Supermoney.eu
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