martedì 29 maggio 2012

Carabinieri e finanziamenti

Anche l’arma dei carabinieri ha stipulato convenzioni per garantire prestiti personali a condizioni vantaggiose per i propri dipendenti con diversi istituti e società di credito.

La stipula di queste convenzioni si è resa necessaria in quanto i carabinieri, a differenza di altri settori di impiego, hanno un iter di rilascio di liquidità piuttosto lungo legato al fatto che la domanda di prestito va accompagnata alla dichiarazione stipendiale, che nel caso dell’arma dei carabinieri viene rilasciata dal CNA di Chieti, organo amministrativo che, proprio a causa delle molteplici domande in questo senso, ha dei tempi di rilascio della certificazione piuttosto lunghi.

Le convenzioni stipulato dai vertici dell’arma riguardano principalmente i prestiti non finalizzati con la formula della cessione del quinto o del prestito delega che quindi non prevendono alcun tipo di garanzia aggiuntiva al proprio stipendio, né il dimostrare di essere un pagatore integerrimo. Se anche si è iscritto nella lista nera dei cattivi pagatori si può ottenere comunque e alle stesse condizioni liquidità, senza doverne giustificare la destinazione.

Altro vantaggio: le convenzioni consentono di rinnovare il proprio prestito personale senza dover attendere i 4 anni di ammortamento.

Inoltre gli unici documenti necessari per presentare la domanda di prestito sono l’ultima busta paga e lo stato di servizio, rilasciato direttamente dalla caserma nella quale si opera.

Per i prestiti convenzionati destinati ai dipendenti dell’arma dei carabinieri non vengono richiesti anni minimi di anzianità e possono accedere alla cessione del quinto anche quei militari che sono vicini all’età pensionabile, poiché la trattenuta della rata di rimborso verrà spostata, al momento della pensione, sulla pensione stessa, senza variazioni di tassi e condizioni.

Una vota presentata la documentazione, in due giorni la pratica viene vagliata e approvata con la stampa del contratto di prestito, che, una volta firmato da entrambe le parti, vengono spediti al CNA di Chieti per l’approvazione e la firma definitiva.

La cessione del quinto, nel caso di carabinieri e altri dipendenti statali, è una delle formule finanziarie più vantaggiose: un prestito sicuro, comodo e veloce.

In collaborazione con Prestitiinpdap.cessionequinto-inpdap.com

Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

martedì 22 maggio 2012

Mutui: idee più chiare con Creho.it...

Pensi che un preventivo gratuito del mutuo che vorresti accendere sia impossibile da ottenere?

La bella notizia è che ti sbagli: la risposta alla tua domanda la puoi trovare digitando www.creho.it, ed ecco che quello che stavi cercando comparirà magicamente sullo schermo del tuo computer.

Un sito estremamente intuitivo e ben organizzato che ti permetterà, una volta inseriti i dati richiesti, di visualizzare direttamente sul tuo computer i mutui più adatti alle tue esigenze, senza nessun costo.

Un sistema che ti farà risparmiare non solo denaro ma anche tempo: addio alle interminabili code in banca!
Con tutta calma potrai leggere attentamente le condizioni di mutuo e decidere in piena autonomia se procedere con il passo successivo, ovvero contattare direttamente la filiale.

Se invece hai ancora qualche dubbio o vuoi approfondire alcune cose, sempre gratuitamente puoi chiedere la consulenza di un professionista del settore di Creho.it che sarà a tua completa disposizione e ti consiglierà in maniera imparziale il mutuo giusto da accendere.
Bando alle esitazioni dunque!

Il web può essere considerato un validissimo alleato in casi come questi, quando le varie tipologie di mutuo da considerare sono troppe e non sappiamo proprio che direzione prendere.
Investire nel mattone sarà più facile con www.creho.it, il sito che ci consiglia il modo più conveniente di comprare casa e ci segue passo dopo passo in questa tua scelta.

Oltre al calcolo immediato della rata mensile da pagare, si possono trovare anche approfondimenti molto utili sul mondo dei mutui e dei finanziamenti che ci consentiranno di avere le idee ancora più chiare sull’argomento.

In collaborazione con Creho.it

Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

mercoledì 16 maggio 2012

Istat: cresce la disoccupazione e calano i prestiti...

È di pochi giorni fa la pubblicazione dei dati Istat circa la disoccupazione in Italia, che per i giovani ha sfiorato il 36%, percentuale più alta dal lontano 2004.

Questo dato è tanto più preoccupante se si pensa che in Europa le cose non vanno affatto meglio. In un contesto allarmante di questo tipo, non risulta sconcertante che si registri una flessione della richiesta di prestiti personali.

Nel mese di febbraio, poi, questa diminuzione è stata a doppia cifra con un -17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A marzo, invece, è stata registrata una piccola decrescita che ha attestato il calo a un - 9%, sempre negativo, ma sintomo di una lenta ripresa del settore.
Il direttore generale del Credit Bureau Services di Crif ha precisato che questo dato “non deve essere interpretato come una inversione di tendenza, poiché ci si trova ancora in una fase di aspettative confuse ”.

Entrando nel dettaglio di questa ricerca Eurisc, la tendenza negativa in merito ai prestiti personali si attesta al - 7%, mentre se si analizza il dato sui prestiti finalizzati questa percentuale aumenta a - 10%.

Uno strumento che può essere utile alla ripresa della crescita economica in Italia è senza dubbio la Cassa di Depositi e Prestiti, che può sostenere finanziamenti a medio e lungo termine, ambito ignorato dalla BCE che si è invece concentrata sui prestiti di breve periodo.

Se si sposta l’attenzione invece sui finanziamenti alle imprese, questi hanno fatto registrare un andamento positivo nel mese di aprile, confermando una tendenza già presente a febbraio.

Nelle parole del presidente Bassanini la Cassa altro non è che “uno strumento con cui diamo provvista alle banche per fare prestiti alle imprese da tre a dieci anni: una prima tranche di 8 miliardi è andata esaurita, con 52.000 imprese finanziate, e ora è pronta una nuova tranche da 10 miliardi. In tutto fanno 18 miliardi, e siamo pronti a considerare nuovi stanziamenti”.

In collaborazione con Prestiti online.prestiticessionedelquinto.com

Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

giovedì 10 maggio 2012

Mutuo a rata costante e durata variabile

 
Così come il mutuo con cap è una evoluzione del mutuo variabile, esiste anche una evoluzione del mutuo a tasso fisso, ovvero un mutuo a rata costante e durata variabile.

Il vantaggio maggiore del tasso fisso risiede nel poter conoscere l’importo esatto della rata di rimborso che rimarrà costante per l’intera durata del mutuo senza subire alcuna variazione in nessun senso.

Questo vantaggio non si perde nel mutuo a rata costante e durata variabile: gli andamenti del mercato e le oscillazione dei tassi di interesse non vanno a intaccare infatti l’importo della rata di rimborso, ma incidono sulla durata del mutuo.

La variazione di durata ha un tetto massimo che solitamente non supera i 18 mesi nel caso venga registrata una diminuzione, mentre può arrivare fino ai 30 anni se il tasso aumenta.
Qualora venga raggiunto il tetto massimo dei 30 anni e l’andamento del mercato non preveda una diminuzione, viene prevista una maxi rata che non potrà eccedere i 10.000 euro.

Nel caso in cui il rimborso del debito finale superi anche l’importo della maxi rata, verranno aumentate le rate ancora da pagare.

Le probabilità che si verifichi questa circostanza sono davvero limitate, ma nel campo della finanza è pur sempre possibile che le cose non vadano nel verso giusto, dunque va preso in considerazione che, qualora si decida di accendere un mutuo di questo tipo, esiste, seppure remota, la possibilità che si vada a pagare una cifra molto più alta di quella di un classico mutuo a tasso fisso o di un mutuo a tasso variabile.

Questo rischio è ampiamente compensato, qualora l’andamento del mercato sia invece positivo, dal risparmio che si ottiene anche in termini di tranquillità, conoscenza l’importo della rata di rimborso e sapendo che la stessa non può variare.

In collaborazione con Prestitinetwork.it

Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!

mercoledì 2 maggio 2012

Assicurazione auto: la truffa fa male, anche a chi non la fa!

Oltre che le organizzazioni criminali, anche i cittadini molto spesso sono artefici di frodi ai danni delle compagnie assicurative, che finiscono per pesare sui costi delle polizze anche dei guidatori onesti.

Il fenomeno delle frodi assicurative è ampiamente diffuso in tutta Italia e, soprattutto negli ultimi periodi di forte crisi economica, ha subito un incremento notevole.

I dati Isvap riferiti al 2010 parlano infatti di un danno di circa 26 milioni e 497 mila euro per le compagnie di assicurazione auto, che finisce poi inevitabilmente per ripercuotersi anche sugli automobilisti e sui costi delle polizze rc auto, in costante aumento.

Autori della maggior parte delle frodi assicurative messe in atto sono non solo delle vere e proprie organizzazioni criminali, come si potrebbe comunemente pensare, ma gli stessi cittadini privati, che finiscono per aggirare l’assicurazione solo per ottenere soldi facili.

Le compagnie per fortuna hanno deciso di non restare a guardare.
Almeno, non l’ha fatto la compagnia assicurativa Tua, appartenente al gruppo Cattolica, che ha deciso di inizare a denunciare ogni singolo atto fraudolento nelle opportuni sedi.

Un documento intitolato “La truffa fa male, anche a chi non la fa!” è stato apposto presso tutte le sedi di Tua Assicurazioni sparse sul territorio, volendo chiaramente far intendere come gli aumenti dell’rc auto, di cui tanto ci si lamenta, siano in larga parte dovuti anche a questi fenomeni fraudolenti.

Anche il governo si è schierato in prima linea contro le frodi assicurative, attraverso una serie di provvedimenti volti a ridurre le truffe (come l’abolizione del risarcimento danni) per lesioni di lieve entità, come il colpo di frusta, che non possano essere accertate da esami medici).

Infine, è bene ricordare che la truffa ai danni delle assicurazioni è un vero e proprio reato, ai sensi dell'articolo 640 del codice penale, punibile con il carcere da sei mesi a tre anni (fino a cinque anni con le aggravanti) e con multe che vanno da 51 a 1.032 euro.

In collaborazione con Supermoney.eu

Rimani aggiornato col sito: iscriviti al feed!